sabato 16 settembre 2017

S. Eufemia, prega per noi!



Santa Eufemia di Calcedonia


PROGRAMMA FESTA

SAN SOSTENE DI CALCEDONIA

Dal 16 al 18 settembre

Don Roberto Celia, parroco di San Sostene Marina (CZ)
 
Sabato 16:
ore 17,30 arrivo statua del nostro patrono San Sostene, incrocio via Leopardi e Pertini, processione fino alla Chiesa.
Ore 18,00 S. Messa solenne e concelebrazione

Domenica 17:
S. Messa ore 10,00
S. Messa ore 18,00 celebra Don Vincenzo

Lunedi 18:
ore 10,00 S. Messa di inizio anno scolastico con gli alunni e docenti della scuola di San Sostene Marina.
ore 18,00 S. Messa e saluto. Celebra Don Vincenzo.
Prima della processione e saluto, dalla chiesa all’incrocio, in Piazza G. Gentile si svolgerà un momento di convivialità.
 
* * *
 

 
È certamente un evento storico, un unicum, che il Santo Patrono passi per le vie della frazione marina dell’unico comune d’Italia che porta il suo nome.
È un evento storico nel bicentenario (1817 – 2017), da quando Nicolò del Vecchio scolpi a Napoli il simulacro.
Il Signore che non fa accadere nulla per caso, ci sveli, come si svelò quel giorno a Sostene difronte alla giovane Eufemia, la sua strada, la sua volontà, il suo desiderio di Bene.
San Sostene, prega per noi!

venerdì 15 settembre 2017

martedì 12 settembre 2017

IL MARTIRE VINCENZO DI ROMA, il “Santo” di Acate - QUATER











Non si possono leggere queste cose




 


in questo articolo mancano tutti i casi citati nel libro di Don Rosario e altri casi di corpi detti di Vincenzo di Saragozza (Cusago, Torrecuso, ecc.), e poi non c'è la prova scientifica di quello che è a Roma in cui si dice nello stesso articolo


 




 


in questo articolo la tesi della conchiglia di Santiago è una caduta nel ridicolo, solo per difendere orgogliosamente la tesi, se le inventa tutte, come la storia dei grappoli d'uva e del perché è vestito da soldato e non da diacono. A pensare che a Cusago, "S. Vincenzo di Saragozza", è vestito da diacono sia la statua processionale e sia il simulacro con lo scheletro, ma se è ad Acate come può essere anche qui?


Forse perché sono altro?


 




 


Questo articolo fatto per contestare il mio




sulla questione del "crociato". Questione prima non affrontata e poi sono stati obbligati solo in apologetica (come sempre senza nominare, come già a Milazzo, dove alla fine però tutto è cambiato), segno che tutta la questione sul Santo di Acate è una tesi che si deve a tutti i costi realizzare. Ne va l'orgoglio!


Poi la questione della data: altro appiglio per portare acqua al mulino. Ma è solo una boiata. La memoria della traslazione non è portata nel Martirologio Romano (vedasi ad esempio quello del 1610, antecedente alla tesi dell'articolo), per cui? Solo congetture, per sostenere la tesi, quello conta!

sabato 9 settembre 2017

La Santa Bambina: il culto dell'infanzia della Vergine Madre di Dio





Il culto della Vergine Maria va dalla sua santa Infanzia alla sua Dormizione: dalla nascita alla gloria del Cielo.

Se vi dicessi Dom Isidoro o Chiara Isabelli Fornari, questi nomi, credo, ai molti, non dicono nulla. Ma nella storia della Chiesa e del culto mariano sono gli artefici e diffusori del culto della Santa Bambina o comunemente detta Maria Bambina. Siamo nel XVIII secolo.

Un olivetano ligure, Dom Isidoro, e una clarissa di Todi sono gli iniziatori di questo culto, e un simulacro plasmato dalle mani della Venerabile Chiara Isabella approda in Lombardia nel 1738.
 
 

Il grazioso simulacro era molto venerato ed era strumento di molte grazie. Con le soppressioni napoleoniche il simulacro passo di mano in mano, quando nel 1810 arrivo nella casa nel neonato istituto, allora chiamato delle Suore di Carità. In questa casa – in infermeria - avvennero miracoli e la città di Milano fu coinvolta in questa evento di grazia, tanto che l’istituto di suore fu detto di Maria Bambina, il luogo divenne un santuario, e l’immagine si diffuse ogni dove nelle nostre chiese e nelle nostre case.
Una intuizione dello Spirito che attraverso due anime sante divenne poi evento di grazia per il bene di molte anime.

Il dono di Dio è sempre un dono per il bene di tutti, in caso contrario non è dono di Dio, ma del divisore.
La Chiesa è una fucina di doni che concorrono alla costruzione della civiltà dell’amore.

Diceva Paolo VI: se vogliamo promuovere la civiltà dell’amore quale sarà il primo, il principale oggetto del nostro programma rinnovato e rinnovatore? Noi guardiamo alla vicenda storica, nella quale ci troviamo; e allora, sempre osservando la vita umana, noi vorremmo aprirle vie di migliore benessere e di civiltà, animata dall’amore, intendendo per civiltà quel complesso di condizioni morali, civili, economiche, che consentono alla vita umana una sua migliore possibilità di esistenza, una sua ragionevole pienezza, un suo felice eterno destino.
Anche il culto della Santa Bambina è per la salvezza, per costruire la civiltà dell'amore: la liturgia del giorno la definisce speranza e aurora di salvezza al mondo intero.