domenica 31 luglio 2016

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)






«O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

Gesù risponde come sempre in modo sorprendete.

Ma cosa vuol dire?

Gesù è giudice? Egli è giudice. Secondo la chiave di lettura biblica, non è giudice nel senso di presiedere un tribunale, ma è l'uomo di Jahvè, da Lui suscitato per amore alla sua nazione.

Egli è così mediatore, tra Dio, il Padre, e i popolo, i suoi fratelli, in relazione alla salvezza: Gesù è giudice e mediatore della Nuova ed Eterna alleanza.

Gesù è così presentato come maestro di vita, terrena ed eterna.

È in Gesù che il discepolo scopre la vanità di tutto in relazione all’eternità.

Ben capiamo così il monito di Qoèlet e di Paolo.

Vanità è vivere per lavorare, e non lavorare per vivere.

Idolatria è affannarsi per le cose che appartengono alla terra, senza guardarle trasfigurandole con un sguardo fisso sul Cielo.

Per cui è insensato affannarsi sotto il sole, e stoltezza accumulare in magazzini più grande, perché vita su questa terra non è eterna.

Quindi

se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo

vivere la vita quotidiana addolcita, addomesticata, profumata, rilassata, perché elevata verso il Cielo, cercando nell’eternità il senso ultimo di tutto.

Ecco perché

Cristo è tutto e in tutti

Ed ancora

Arricchirsi presso Dio

Ed allora

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Afferma Papa Francesco:

Prima di tutto cercate di essere liberi nei confronti delle cose. Il Signore ci chiama a uno stile di vita evangelico segnato dalla sobrietà, a non cedere alla cultura del consumo. Si tratta di cercare l’essenzialità, di imparare a spogliarci di tante cose superflue e inutili che ci soffocano. Distacchiamoci dalla brama di avere, dal denaro idolatrato e poi sprecato. Mettiamo Gesù al primo posto. Lui ci può liberare dalle idolatrie che ci rendono schiavi. Fidatevi di Dio, … Egli ci conosce, ci ama e non si dimentica mai di noi. Come provvede ai gigli del campo (cfr Mt 6,28), non lascerà che ci manchi nulla! Anche per superare la crisi economica bisogna essere pronti a cambiare stile di vita, a evitare i tanti sprechi. Così come è necessario il coraggio della felicità, ci vuole anche il coraggio della sobrietà.

In secondo luogo, per vivere questa Beatitudine abbiamo tutti bisogno di conversione per quanto riguarda i poveri. Dobbiamo prenderci cura di loro, essere sensibili alle loro necessità spirituali e materiali. … rimettere al centro della cultura umana la solidarietà. Di fronte a vecchie e nuove forme di povertà – la disoccupazione, l’emigrazione, tante dipendenze di vario tipo –, abbiamo il dovere di essere vigilanti e consapevoli, vincendo la tentazione dell’indifferenza.

Ma – e questo è il terzo punto – i poveri non sono soltanto persone alle quali possiamo dare qualcosa. Anche loro hanno tanto da offrirci, da insegnarci. Un povero, una persona priva di beni materiali, conserva sempre la sua dignità. I poveri possono insegnarci tanto anche sull’umiltà e la fiducia in Dio.

Infine.

Tema centrale nel Vangelo di Gesù è il Regno di Dio. Gesù è il Regno di Dio in persona, è l’Emmanuele, Dio-con-noi. Ed è nel cuore dell’uomo che il Regno, la signoria di Dio si stabilisce e cresce. Il Regno è allo stesso tempo dono e promessa. Ci è già stato dato in Gesù, ma deve ancora compiersi in pienezza. Perciò ogni giorno preghiamo il Padre: «Venga il tuo regno». C’è un legame profondo tra povertà ed evangelizzazione. (XXIX Giornata mondiale della gioventù 2014). Amen.

sabato 30 luglio 2016

Io sono di Gesù!











La vita è come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine, di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata.

Papa Benedetto XVI, Enciclica Spe salvi

venerdì 29 luglio 2016

il Vangelo, libro vivente della misericordia di Dio!





"Si potrebbe dire che il Vangelo, libro vivente della misericordia di Dio, che va letto e riletto continuamente, ha ancora delle pagine bianche in fondo: rimane un libro aperto, che siamo chiamati a scrivere con lo stesso stile, compiendo cioè opere di misericordia. Vi domando cari fratelli e sorelle: le pagine del libro di ciascuno di voi, come sono? Sono scritte ogni giorno? Sono scritte un po’ sì e un po’ no? Sono in bianco?"

Papa Francesco, Santuario di S. Giovanni Paolo II a Cracovia

giovedì 28 luglio 2016

Pecorella smarrita!






“... io sono la tua centesima pecorella smarrita, che per .. Anni andava sperduta e vagabonda per rovi e pianure, pascendomi di amarissime erbe velenose e amare come il fiele. Ora, dolce e pietoso Signore, con tutto il cuore desidero tornare da Te, fonte di vera pace; accoglimi e riportami sulle tue pietose spalle, o fedele e buon pastore, che hai offerto la tua vita per le tue pecore. Riconducimi o mio buon Gesù all’ovile della tua infinita misericordia e pietà, e non nascondermi il tuo volto”.
 
Santa Camilla Battista da Varano

giovedì 21 luglio 2016

mercoledì 20 luglio 2016

Il Drago, La Vergin e la Croce





 
Ad Antiochia di Pisidia, nell’odierna Turchia, santa Marina o Margherita, che si ritiene abbia consacrato il suo corpo a Cristo nella verginità e nel martirio.

lunedì 18 luglio 2016

In viaggio ...


meraviglie del nord-est!


discesa ... prima era salita! :)

Vicenza (Monte Berico)
Udine ... prima tappa in Friuli!


Santa Sposa, Madre, Martire: Sinforosa






A Roma al nono miglio della via Tiburtina, commemorazione dei santi Sinforosa e sette compagni, Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Stacteo ed Eugenio, martiri, che subirono il martirio con diversi generi di tortura, divenendo fratelli in Cristo.

sabato 16 luglio 2016

San Vitaliano, prega per noi!



S. Vitaliano Vescovo
patrono di Catanzaro
 
«è necessario essere illuminati dal Vangelo in modo che attraverso l’ascolto e il dialogo si verifichi l’apertura di uno spazio peculiare di interazione tra l’angelo della Chiesa che presiede alla cattolicità nell’amore e tutti i battezzati della Chiesa particolare di Catanzaro-Squillace, radunata in un luogo sacro che custodisce le preziose e venerate reliquie di san Vitaliano, patrono della città di Catanzaro, nonché dei santi Fortunato ed Ireneo, patroni, tradizionalmente, dell’antica città bizantina».
 
Mons. Bertolone

Leggi anche 16 luglio 2014 e 13 luglio 2012


S. Agazio Martire
patrono di Squillace

giovedì 7 luglio 2016

San Gennaro, Napoli? No, Livraga!






San Gennaro, Napoli? No, Livraga!

Il nome Gennaro deriva dal latino Ianuarius, che significa "gennaio", mese che a sua volta trae il suo nome dal dio Giano; il significato di Gennaro viene quindi interpretato talvolta con "nato a gennaio", "di gennaio", o "dedicato a Giano".

 

L'onomastico è il 19 settembre in onore di san Gennaro, protovescovo di Benevento e martire a Pozzuoli sotto Diocleziano, da dove le reliquie e il sangue furono traslate a Pozzuoli.

Ma esistono altri con questo nome:

17 gennaio, san Gennaro Sanchez Delgadillo, sacerdote e martire in Messico[6]

2 marzo, santa Gennara, martire a Porto Romano con i santi Eraclio, Paolo e Secondilla

30 giugno, beato Gennaro Maria Sarnelli, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore, apostolo tra i bisognosi.

10 luglio, san Gennaro, uno dei Santi Sette Fratelli, martiri a Roma sotto Marco Aurelio insieme alla madre Felicita

10 luglio, san Gennaro, martire con san Marino in Africa.

17 luglio, santa Gennara, martire a Cartagine con altri compagni.

6 agosto, san Gennaro, diacono e martire, con papa Sisto e altri compagni a Roma

19 settembre, beato Gennaro della Valtellina, eremita del Terzo Ordine Regolare di San Francesco

13 ottobre, san Gennaro, martire con Fausto e Marziale a Cordova

25 ottobre, san Gianuario, diacono e martire a Porto Torres

26 agosto, san Gianuario, vescovo di Cartagine e martire

 

San Gennaro venerato a Livraga

La prima domenica di settembre tutta la comunità ricorda San Gennaro, patrono di Livraga. Nella mattinata si svolge nella chiesa parrocchiale una messa solenne in presenza dell’Amministrazione Comunale e, dopo la funzione, i fedeli si raccolgono in processione portando lungo le vie del paese l’urna di vetro nella quale giacciono le spoglie del santo. Il Corpo Bandistico Vittadini accompagna la processione nel lungo percorso attraverso le vie del centro. Nel pomeriggio si svolge la Coppa Livraga, importante gara ciclistica. Durante la settimana vi è sempre la presenza del Luna Park per i più giovani, mentre in ore serali in piazza Madre Cabrini, antistante il Municipio, si svolgono diverse attività di intrattenimento con musica dal vivo, balli, servizio ristorazione e altro ancora.

 

Come giunse il sacro deposito?

Nel 1672, padre Stefano Rossi della Compagnia di Gesù, fece "levare" dal cimitero di Santa Priscilla in Roma il corpo e ne fece dono alla comunità di Livraga.

A Livagra, nella piazza principale si trova la neoclassica chiesa parrocchiale dedicata a San Martino, che conserva il corpo di San Gennaro Martire.

 

Chi è San Gennaro venerato a Livraga?

La tradizione locale racconta: San Gennaro era un giovane diacono alle dipendenze del Papa S. Sisto, che fu martirizzato nel 258 d.C. perché sorpreso a celebrare i divini misteri in un cimitero sull'Appia Antica. Secondo le disposizioni dell'editto Valeriano, fu arrestato e condannato alla decapitazione. Inizialmente fu sepolto con altri martiri nel cimitero di Pretestato, finché nel Settembre 167 2 giunse nella chiesa parrocchiale di Livraga.

 

Pretestato o Priscilla?

Questa semplice confusione di catacombe, non è un semplice confusione circa l’identità di questo Martire. Certamente non è il diacono di papa Sisto, perché risulta sepolto altrove secondo il testo Giovanni Sicari e la Bibliotheca Sanctorum.

 

Detto questo, il Martire Gennaro di Livraga è un martire delle catacombe o “corpo santo”, cioè?

Con il termine di “corpo santo” si identificano quelle reliquie ossee che, proveniente dalle catacombe romane e non solo, furono traslate nell’Urbe e nell’Orbe, in un periodo comprese tra la fine del XVI secolo e la seconda metà del XIX secolo.

Perché “corpo santo” e non “santo corpo”? La differente posizione dell’attributo (santo) rispetto all’oggetto (corpo) determina una differenza sostanziale: possiamo definirla una certezza d’identità del soggetto. Il “corpo santo” è un oggetto in quanto tale, un corpo di un defunto nelle catacombe, che solo in un secondo tempo ha una valenza sacrale.

 

Ma come riconoscere un “corpo santo” nelle catacombe? Tutte le sepolture erano di “martiri”?

È un discorso molto grande che lasciamo ad altri studi, qui vogliamo solo rifarci a Marcantonio Boldetti (famoso custode pontificio e incaricato per l’estrazione dei corpi dalle catacombe), il quale dava per certe le spoglie scoperte attribuendole ad un martire dei primi tre secoli. La simbologia che definiva la sepoltura di un martire era: la palma, il XP, la scritta B.M. (“Beato Martire”), e poi nel suo interno un balsamario con “il sangue”. Spesso la lapide riportava il nome del “martire”, in caso contrario dopo l’estrazione veniva attributo un nome e i criteri di rinomina dei “corpi santi” è molto vario (ad esempio il nome del …. vescovo diocesano o pontefice in carica; titolare della Chiesa che accoglie il corpo; della catacomba da cui è estratto; eccetera).

Ciò che importa, oggi come oggi, è la valenza simbolica del “corpo santo”: un cristiano della Chiesa dei primi secoli (spesso dell’Urbe e quindi la comunione con la Santa Sede), un testimone verace del Vangelo, fino al dono della propria vita con il martirio.

Infine, il culto delle reliquie, derivante dalle onoranze per i defunti, è oggi raccomandato ma non imposto dalla Chiesa. Il Concilio di Trento nella sua venticinquesima sessione lo emendò dagli eccessi e il Concilio Vaticano II così si espresse: "La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i Santi, le loro reliquie autentiche e le loro immagini".

 

La Chiesa venera le reliquie di San Gennaro come reliquie di un martire cristiano.

“Le reliquie (dei santi) ci indirizzano a Dio stesso: è Lui infatti che con la forza della sua grazia, concede, ad esseri fragili, il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei santi e dei martiri, la Chiesa non dimentica che in definitiva si tratta di povere ossa umane che appartengono a persone visitate dalla potenza viva di Dio. Le reliquie sono tracce di questa presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il regno dei cieli che è dentro di noi. Esse gridano con noi e per noi: “Maranathà!”, “Vieni Signore Gesù”. (Benedetto XVI).

 

Fonti e bibliografia

Grenci Damiano Marco, Archivio iconografico e agiografico 1977 - 2016

Sito web ospitiweb.indire.it

Sito web comune.livraga.lo.it

Sito web it.wikipedia.org