venerdì 6 luglio 2012

BEATA CANDIDA DA MILAZZO ... (IV)






Il dott. Giuseppe Messina, nella sua monografia, intitolata "Il Santuario di San Francesco di Paola a Milazzo", così scrive di questa Beata:

"Candida, giovinetta di nobile famiglia milazzese della quale non è stato tramandato il cognome, fu fra le prime entusiaste discepole e collaboratrici di San Francesco. Fatto voto di castità e vestito l'abito monacale del Santo (monaca di casa), scrive il Perdichizzi, nel Melazzo sacro, che Francesco andava spesso nella casa di Candida. Prima che il Santo partisse da Milazzo, la giovinetta Gli si rivolse così:

"Orbene, nessun ricordo mi lascerai tu?", Ed egli:

"Lo avrai domani".

Il giorno dopo Candida vide sulla porta di casa sua l'immagine del Santo Frate.

Dopo una vita di mortificazioni e digiuni, dedicata alla carità e alla pietà verso il prossimo, nel 1470 si spegneva in fama di santità. Sia da Milazzo che da oltre i confini si rinnovò il culto e vi si attribuirono miracoli con conseguenti pellegrinaggi eccezionali. Oggi il culto della beata Candida è solo un ricordo.


"In defensum castitatis" (VI)







Carla Sebis

Bambina sarda di 9 anni uccisa da un giovane vicino di casa il 24 ottobre 1976.

Esmeralda Rebenaque Rebenaque

Maestra, morta a Cuenca il 15 gennaio 1980 a soli 22 anni  per difendere la verginità e la purezza.

Serva di Dio Isabella Cristina Mrad Campos

Giovane della diocesi di Mariana (Brasile). Nata il 29 luglio 1962 a Barbacena, Minas Gerais (Brasile). Morta, per difendere la propria purezza, il 1 settembre 1982 a Juiz de Fora, Minas Gerais (Brasile). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 18 novembre 2000.

Serva di Dio Santa Scorese

Giovane della diocesi di Bari-Bitonto. Nata a Bari il 6 febbraio 1968. Morta, per difendere la propria purezza, il 15 marzo 1991 a Bari. È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta da parte della Santa Sede in data 31 marzo 1998

Serva di Dio Maria Israel Bogotà Baquero

Religiosa professa delle Suore Carmelitane di Madre Candelaria. Nata il 3 marzo 1943 a Arbeláez, Cundinamarca (Colombia). Morta, per difendere la propria purezza, il 22 settembre 1991 a La Grita, Táchira (Venezuela). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 21 marzo 2002.

Serva di Dio Marta Obregon Rodriguez
 
La Coruña, Spagna, 1° marzo 1969 – Burgos, Spagna, 21 gennaio 1992. La ragazza spagnola Marta Obregon Rodriguez, appena ventiduenne, appartiene a quella folta schiera di ragazze cattoliche che non hanno esitato a testimoniare la loro fede difendendo la loro castità attentata dalle insidie di un qualche aggressore. La sua causa di beatificazione è stata introdotta dall’Arcidiocesi di Burgos ed ha ricevuto il Nulla Osta dalla Congregazione per le Cause dei Santi in data 28 aprile 2007.
 
Beata Lindalva Justo De Oliveira

Religiosa professa delle Suore della Carità di san Vincenzo de Paoli. Nata il 20 ottobre 1953 a Sitio Malhada da Areia, Açu, Rio Grande do Norte (Brasile). Morta per difendere la propria purezza il 9 aprile 1993 a Salvador, Bahia (Brasile). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 19 ottobre 1999. Beatificata nel 2007.

Pascasia Munguhashire

Pascasia è nata in Congo nel 1985. I soldati del Rassemblement Congolais pour la Démocratie (R.C.D) erano in giro per tutto il villaggio, vedendo Pascasia cercano di prenderla. La ragazza fugge e rientra in casa : di colpo seguita dai soldati. I militari afferrano Pascasia con l‘intenzione di violentarla davanti alle sue compagne. Pascasia resiste con tutte le sue forze. Allora i soldati, per intimidirla, la feriscono alle mani con un coltellaccio, per ben due volte. Pascasia rimane ferma nella sua decisione e dice:“Uccidetemi, ma io non cederò”. I soldati inferociti e umiliati da tanto coraggio decidono di vendicarsi . Uno di loro spara al petto di Pascasia due pallottole.
Pascasia disse a sua sorella per frattempo giunta: “Guarda come mi hanno ridotto, perché ho rifiutato”. Pascasia sente che il dolore aumenta, allora domanda il Rosario per pregare e dice alla sorella: “Chiedi perdono per me a papà , perché sono venuta qui senza il suo permesso. Chiedi perdono per me a tutti coloro che ho offeso. Che mi perdonino . Io perdono a tutti quelli che mi hanno offeso . Ho con me il vestito di una mia amica che aveva un debito di 100 franchi congolesi”. Pascasia continua a pregare, ma non riesce a terminare il Rosario: sorella morte arrivò prima. Era l’8 aprile 2003. Aveva appena 18 anni.


Giovanna Maria Kegelin (Jeanne-Marie)

Nata il 18 luglio 1994 a Strasburgo in Francia, muore uccisa per difendere la propria purezza il 18 giugno 2004. La Diocesi di Strasburgo ha chiesto il Nulla Osta alla CCS per l’inizio della fase diocesana della causa.

Poi due casi storicamente avvenuti prima della vicenda di Marietta, ma che hanno avuto il nulla osta dalla Santa Sede nel 2005, il primo, e nel 2007, il secondo.

Serva di Dio Barbara Umiastauskaite (Zagariete)

Giovane della diocesi di Šiauliai. Nata nel 1628 a Žvelgaičiai, Joniškio rajonas (Lituania). Morta per difendere la propria purezza nel 1648 a Žvelgaičiai, Joniškio rajonas (Lituania). Nonostante l'ininterrotta venerazione popolare solamente il 13 Maggio 2005 la S. Sede a dato il nihil obstat e il 24 settembre 2005 ha avuto inizio la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione.

Serva di Dio Arcangela Filippelli

Giovane della diocesi di Cosenza – Bisognano. Nata a Longobardi (CS) nel 1852. Morta per difendere la propria purezza il 7 Febbraio 1869 a Russo (Longobardi, CS).
Infine altri casi storicamente avvenuti prima della vicenda di Marietta.

Domenica Calubini

Castiglione delle Stiviere (MN), 1608. In Piazza Ugo Dallò, anticamente Piazza “Colonna”: al centro della piazza è posta una fontana ottagonale risalente al XVII secolo in mezzo alla quale si erge la statua di Domenica Calubini che preferì farsi uccidere piuttosto di cedere alla violenza di un soldato francese.

Maria Bucci

Un giglio di purezza dei Castelli Romani nel Mese di Maggio: anticipazione del Giglio di Corinaldo nelle Paludi Pontine! È il 5 maggio 1721, invocando la Beata Vergine del Carmelo e difendendosi a mani nude con tutte le sue forze, muore uccisa da un colpo di arma da fuoco la giovane Maria di Artena, ad opera di un gruppo di giovani che volevano farlo oggetto delle loro voglie.

Alessandra Sacchetti e Giuseppa Leoni

Siamo nel 1816. Mese del Rosario, 1 ottobre, a San Pietro in Sonnino, in località Rave Bianca: avviene un duplice tentativo di violenza con intenzione ignominiosa. Un branco di scellerati colpisce in due momenti distinti le due vittime. È sorprendente, la duplicità dell’evento: il tutto avviene durante la raccolta dell’uva. Alessandra 23 anni e Giuseppa 25 anni. Entrambe le vittime sono vittoriose nella lotta. Alessandra soccorsa chiede i Sacramenti e perdona i suoi uccisori.

Anna Maria Pedena

Nella storia dell’Oratorio di Rovato si legge: “1827: per eccitare le giovinette dell'Oratorio ad amare e difendere il tesoro della santa purità, si recitò una corona di composizioni poetiche stampate recentemente in Modena ed una orazioncina di lode alla memoria di Anna Maria Pedena vergine modenese d'anni 14 che quest'anno 1824 il 1° di luglio morì sotto replicati colpi di pugnale piuttosto che perdere il fiore della sua verginità”. La Pedena fu uccisa da un certo Eleuterio Malagoli, che dopo l’efferato omicidio si sparò con la medesima arma. Nel 1828 vennero stampate su di lei diverse biografie e famosi scrittori, come Silvio Pellico e Nicolò Tommaseo, scrissero su Maria Pedena.

Maria Ciabatti

Maria nasce a Montemagno di Calci (PI) nel 1825. L’11 aprile 1843, ha 18 anni, è vittima di Pasquale Zaccaria, il quale volendole usare violenza, la trovò così decisa nel custodire la purezza, che la uccise con 14 “pennatate”.




Bibliografia e fonti


1.      AA. VV., Enciclopedia dei Santi “Bibliotheca Sanctorum”, 12 voll., Città Nuova, 1990
2.      Alberti Giovanni – Maria Goretti – Arti Grafiche GADI – 2000
3.      Aurora B. – Santa Maria Goretti… Storia di un fiore di campo (fumetto in b\n)
4.      Bianchi Don Edmondo – Vita do S. Maria Goretti secondo al storia e non secondo i Padri Passionisti – Arti Grafiche Archimio Latina - 2003
5.      C.E.I., Martirologio Romano, Libreria Editrice Vaticana, 2007, pp. 1142
6.      De Carolis Dino – Maria Goretti. Una santità nel quotidiano – Edizioni Paoline – 2000 (con ricca bibliografia)
7.      Ed. Stella del Mare – Marietta, Angelo delle paludi – Vita a fumetti di S. Maria Goretti (a colori) – 1999
8.      Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
9.      Grenci Damiano Marco – Quaderno 24, Lui guarda il cuore (santa Maria Goretti), 24 giugno 2006, 56° della canonizzazione di S. Maria Goretti – Ed. in proprio – pp. 48
10. Grenci Damiano Marco – Quaderno 29, “Obbedire a Dio” (S. Pietro), 22 ottobre 2006 - Ed. in proprio – pp. 36
11. Monti Vincenzo (a cura) – L’iconografia e la storia di S. Maria Goretti da Corinaldo a Nettuno, a Santa nel mondo – Ed. Regione Lazio
12. Picucci Egidio – Santa Maria Goretti – Editrice Tau – 2002
13. Santuario S. Maria Goretti in Corinaldo – S. Maria Goretti (conosci e colora)
14. Sito web di newsaints.faithweb.com
15. Sito web di santibeati.it




"In defensum castitatis" (V)







Serva di Dio Veronica Antal

Giovane della diocesi di Iaşi. Nata a Nisiporeşti, Boteşti, Neamţ (Romania), il 7 dicembre 1935. Socia dell’Ordine secolare francescano. Muore il 24 agosto 1958 per difendere la propria purezza a Hălăuceşti, Iaşi (Romania). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 10 luglio 2003.

Erina Leonardi

14 maggio 1959: muore pugnalata e perdonando il suo uccisore, che la voleva usare per il suo piacere.

Alba Zurri

Definita la Maria Goretti della Maremma, muore difendendo il dono della purezza il 19 settembre 1959, quando il suo uccisore la sorprese in bicicletta di ritorno a casa dopo aver fatto la spesa per la famiglia.

Anna Cavagnis

Qui possiamo dire che la testimonianza genera testimonianza. Anna aveva letto la vita della Morosini (imitatrice entusiasta della Goretti!) e aveva fatto suo quell’esempio: lei una giovane lavoratrice nata nella bergamasca nel 1944. All’età di 15 anni era una piccola operaia: lavorò a Bergamo, ad Alzano e in Svizzera. Assidua alla Santa Comunione quotidiana prima di recarsi al lavoro: sia a Botta (BG) che in Svizzera. Nel 1959 presso casa viene aggredita e uccisa con un grosso sasso perché il suo aguzzino non era riuscito a “rubare” la purezza del suo cuore.

Irina Leonardi

Insegnante martire per la purezza nel 1959, ad opera di un suo alunno, a Coredo (TN).

Merlin Kshiar

Pangkia, Assam (India): è 17 giugno 1963, Merlin è una neofita e viene uccisa per custodire la purezza. La sua testimonianza porta la conversione al cristianesimo dei suoi famigliari.

Marisa Porcellana

Bambina di Orbassano (TO). Nata il 1 dicembre 1946, morta, per difendere la propria purezza, il 4 luglio 1960. Il primo miracolo di Marisa: la riconciliazione tra le due famiglie, quella della vittima e dell’assassino.

beata Alfonsina Anaurite Nengapeta (Maria Clementina)

Religiosa professa della Congregazione della Sacra Famiglia. Nata nel 1941 a Wamba (Congo). Morta per difendere la propria purezza a Isiro (Congo) il 1 dicembre 1964. Beatificata il 15 agosto 1985.

Danute Burbaite

Giovane laica della Diocesi di Vilkaviškis, Danute Burbaite era originario della campagna lituana, Burba, nel distretto di Lazdijai, in Lituania, dove nafta nel 1950. Cresciuta nel contesto armonioso di una famiglia cattolica, insieme a due fratelli e tre sorelle. Dopo il liceo a Kapčiamiestis, frequentò a Kaunas la scuola di agraria. Era una ragazza amante del lavoro, dell'ordine, della semplicità e della modestia. I suoi amici erano colpiti dalla sua gentilezza, la particolare sensibilità ed il carattere solare. Il 23 maggio 1970 morì all’ospedale di Kapčiamiestis per aver difeso la sua castità.


"In defensum castitatis" (IV)







Antonia Basuto

Basuto (Basotho) non è il cognome di Antonia, è il nome di una etnia del Sudafrica. Antonia è educata dalle suore e a 15 anni ascolta il racconto della vita della beata Goretti: è la settimana precedente la canonizzazione di Marietta (1950). Il suo è un caso di morte violenta - suicidio per sfuggire alla violenza. Era promessa sposa-bambina ad un uomo: rifiutò e fuggi, per ben tre volte, ma rincorsa da tre uomini si trova di fronte ad un burrone: si segna con la croce e si butta sotto! “Meglio morire che peccare!”, sembra aver detto, quando fu soccorsa in fin di vita dalle sue suore.

Marisa Morini

Bambina della Diocesi di Ferrara e Comacchio. Nata nel 1951, morta a Fossanova San Biagio (FE), per difendere la propria purezza, il 1 marzo 1964. I Giornali alla sua morte dicono di lei: “è martire… è santa… un’altra Maria Goretti”.

Serva di Dio Giuseppina (Josefina) Vilaseca Alsina

Bambina della Diocesi di Vic. Nata il 9 marzo 1940 a Santa Maria d’Horta d’Avinyó, Barcellona (Spagna). Muore per difendere la propria purezza il 25 dicembre 1952 a Manresa, Barcellona.

Beata Alexandrina Maria da Costa

Nacque a Balasar, in provincia di Oporto e Arcidiocesi di Braga il 30 marzo 1904, e fu battezzata il 2 aprile seguente, sabato santo. Fu all’età di quattordici anni che avvenne un fatto decisivo per la sua vita. Era il sabato santo del 1918. Quel giorno lei, la sorella Deolinda e una ragazza apprendista erano intente nel loro lavoro di cucito, quando si accorsero che tre uomini tentavano di entrare nella loro stanza. Nonostante le porte fossero chiuse, i tre riuscirono a forzare le porte ed entrarono. Alessandrina, per salvare la sua purezza minacciata, non esitò a gettarsi dalla finestra, da un’altezza di quattro metri. Le conseguenze furono terribili, anche se non immediate. All’inizio cercò la guarigione, poi si offri vittima per i peccatori ed ebbe doni mistici. Passava le sue notti come pellegrinando di Tabernacolo in Tabernacolo. In ogni Messa si offriva all'Eterno Padre come vittima per i peccatori, insieme a Gesù e secondo le Sue intenzioni. Muore il 12 ottobre 1955. Beatificata dal venerabile Giovanni Paolo II il 25 aprile 2004 (Terza Domenica di Pasqua).

beata Pierina Morosini

Giovane della Diocesi di Bergamo. Nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, Bergamo. Morta per difendere la propria purezza il 6 aprile 1957 nel suo paese natale presso il monte Misma. Beatificata il 4 ottobre 1987.


"In defensum castitatis" (III)







Elena Klimaityte

Elena Klimaityte era del villaggio di Bizierių in Lituania, dove era nata nel 1918. Ragazza pia, laboriosa, crebbe in una famiglia di contadini benestanti insieme ai fratelli. Cantava nel coro parrocchiale ed apparteneva all'Unione della gioventù rurale "Primavera". Il 17 novembre 1944 mentre rincasava fu aggredita da due soldati ubriachi e preferì morire per difendere la sua castità.




Giovane della Diocesi di Košice. Nata il 14 luglio 1928 a Vysoká nad Uhom, Košický kraj (Repubblica Slovacca). Muore il 22 novembre 1944 a Pavlovce nad Uhom, Košický kraj (Repubblica Slovacca). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 3 luglio 2004.

Serva di Dio Bodi Maria Magdolna

Giovane della diocesi di Veszprém. Nata l’8 agosto 1921 a Szigliget, Veszprém (Ungheria). Muore per difendere la propria purezza il 23 marzo 1945 a Litér, Veszprém (Ungheria). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.

Serva di Dio Concetta Lombardo

Giovane dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Nata il 7 luglio 1924 a Stalettì (CZ). Socia dell’Ordine secolare francescano e catechista. Muore per difendere la propria purezza il 22 agosto 1948 a Stalettì (CZ).

Angelina Zampieri

Nata nel 1893. Muore per difendere la propria purezza il 24 luglio 1913. Si racconta di lei che prima di morire disse: “Lo perdono e lo perdoni anche il Signore e lo accolga in Cielo”. Nel 1952, i resti mortali di Angelina furono trasportati nella parrocchia di origine a Limana.

Rosa Del Bene

Nata a Palena (CH) il 16 dicembre 1923, muore il 22 novembre 1943. Scrive di lei don Antonio Chiavarini nel libro “Palena nella corona dei suoi Santi” (Sulmona 1982, p. 55): “Noi non sappiamo, né potremo mai sapere, con precisione esatta, quale sia stata la ragione decisiva che balenò nell’intelligenza, improvvisamente provvida, di Rosa Del Bene, quando si vide davanti il soldato tedesco o il gruppo di soldati, bramosi cani dell’insana voluttà. Ma ebbe l’intuito divino, dono della Sapienza, che il peccato è un male. Forse la illuminò all’istante l’entusiasmo di Maria Goretti, che al tentatore della sua angelica purezza, ripeteva: “È peccato! È peccato!”.

Elide Rosella
Sezze, Latina, 1° dicembre 1919 – Suso, Latina, 2 giugno 1944. La sera del 2 giugno 1944 Elide Rosella si recò a dormire a casa di alcune sue vicine. Nel cuore della notte vennero svegliate da violenti colpi alla porta, che si aprì subito sotto i calci di un gruppo di soldati di nazionalità marocchina. Uno dei soldati di colore si diresse verso Elide Rosella e le intimò di andare con loro, al che Elide con fermezza cristiana si oppose. Di fronte a questa resistenza così forte, dettata dalla fede e dall’amore per la virtù, il soldato, non ci pensò due volte e le sparò un colpo di pistola al petto; morì di lì a poco, dopo qualche secondo. Elide Rosella è sepolta nel cimitero comunale di Sezze.


"In defensum castitatis" (II)






Beata Albertina Berkenbrock

Bambina della Diocesi di  Tubarão e Florianópolis. Nata l’11 Aprile 1919 a Vargem do Cedro, Santa Catarina (Brasile). Muore per difendere la propria purezza il 15 giugno 1931 a Vargem do Cedro, Santa Catarina (Brasile). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta da parte della S. Sede in data 2 ottobre 2001. Beatificata nel 2007

Serva di Dio Maria De La Luz Cirenea Camacho Gonzalez

Giovane della Diocesi di Città del Messico. Nata il 17 maggio 1907 a Tacubaya, Distrito Federál (Messico). Terziaria dell’Ordine Francescano. Morta il 30 dicembre 1934, per difendere la propria purezza, a Tacubaya, Distrito Federál (Messico).
beata Antonia Mesina
Giovane della diocesi di Nuoro. Nata a Orgosolo (NU), il 21 giugno 1919. Morta, per difendere la propria purezza, il 17 maggio 1935 nella campagna di Orgosolo. Beatificata il 4 ottobre 1987. Il suo corpo è custodito nella parrocchia del suo paese natio.

Serva di Dio Maria Viera Da Silva

Bambina della diocesi di Angra. Nata l’11 novembre 1926 a Vila de São Sebastião, Terceira, Azores (Portogallo). Muore, per difendere la purezza, il 4 giugno 1940 a Vila de São Sebastião. È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.


Giovane della diocese di Kaunas. Nata il 22 settembre 1924 a Tvirtovės, Kaunas, Kauno rajonas(Lithuania). Muore a Tvirtovės, per difendere la propria purezza, il 3 gennaio 1944. è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 22 ottobre 1999

Beata Teresa Bracco

Giovane della Diocesi di Acqui Terme. Nata il 24 febbraio 1924 a Santa Giulia di Dego (SV). Morta a Santa Giulia il 24 maggio 1944 per difendere la propria purezza. Beatificata il 24 maggio 1998.

Maria Isoardo
Centallo, Cuneo, 12 giugno 1917 – Pietraporzio, Cuneo, 20 aprile 1944. Giovane maestra assegnata a disagiate scuole di montagna. Il 20 aprile 1944, mentre sui monti del cunese infuria la rappresaglia tedesca che semina distruzione e morte, la ventisettenne maestrina resiste con tutte le sue forze alla violenza di un ufficiale tedesco e viene uccisa nella sua scuola. È decorata con la Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione.

Graziella Fanti

Le Piastre, Pistoia: 21 settembre 1944. Uccisa dai nazisti, come la Bracco, perché non cede alle loro lusinghe.


“In defensum castitatis” (I)






“In defensum castitatis”: con questa indicazione propria, l’Index ac Status Causarum indica quelle figure di santità che per fede hanno difeso la loro dignità di donna e la loro bellezza di creatura, fatta ad immagine di Dio, fino al martirio per custodire la verginità. Un gesto che non il bel gesti della fine, ma è la straordinaria conclusione di una vita straordinariamente ordinaria.

Nel 2012 ricorrono i centodieci anni dal martirio di S. Maria Goretti: la testimone per antonomasia di purezza.

Ecco la giusta occasione per aggiornare un passato lavoro di ricerca.

In primis citiamo la tanto amata Marietta (Maria Goretti), e di in seguito in ordine cronologico le altre “in defensum castitatis”.


Santa Maria Goretti

Nata Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890, muore a Nettuno (Roma) il 6 luglio 1902. Martirologio Romano in data 6 luglio, scrive: “Santa Maria Goretti, vergine e martire, che trascorse una difficile fanciullezza, aiutando la madre nelle faccende domestiche; assidua nella preghiera, a dodici anni, per difendere la sua castità da un aggressore, fu uccisa a colpi di pugnale vicino a Nettuno nel Lazio”.


beata Carolina Kozka

Nata il 2 agosto 1898 in Wał-Ruda, Małopolskie (Polonia), nella diocesi di Tarnów. Morta per difendere la propria purezza il 18 novembre 1914. Beatificata il 10 giugno 1987. Alla Beata è dedicato un santuario nel suo paese natio.

Beatrice Santinelli (o Fantinelli)

Ragazza trentina di 19 anni, martire per la purezza nel 1917 a Dimaro (TN).

serve di Dio Maria De San José Parra Flores e Coleta Meléndez Torres

Giovani delle diocesi di San Juan de los Lagos.

Maria, nata il 16 May 1892 in El Sabinito, La Piedad, Michocán de Ocampo (Messico). Membro dell’Associazione Bambini di Maria Immacolata.

Coleta, nata il 26 March 1898 in Tierras Blancas, Guanajuato (Messico). Membro dell’Associazione Bambini di Maria Immacolata.

Le due amiche muoiono il 24 dicembre 1917, per difendere la propria purezza, a Degollado, Jalisco (Messico). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.

Luigina Tavelli

Nipote di Mons. Zattarini; fu uccisa nelle stesse circostanze di S. Maria Goretti: era il 1923 a Comacchio (FE). La “Gazzetta di Ferrara” parlò di lei nel 1973.

Santa Domenica vergine martire (di Tropea)



ruderi di Santa Domenica
San Sostene (CZ)

Qui anticamente era custodita la statua della Santa che ha dato il nome alla località, importante punto della cartografia.



Santa Domenica e i genitori

Santa Domenica nacque nel 287 d.c. a Tropea, in Calabria, figlia di Doroteo ed Arsenia. Fin dall'infanzia visse in un ambiente profondamente cristiano e dove la vita quotidiana stessa era pregna della fede professata. Probabilmente la famiglia aveva una posizione agiata e di rilievo, se sembra che lo stesso imperatore si interessò alla questione che portò Doroteo, Arsenia e Domenica al giudizio. Questo potrebbe essere confermato anche dal fatto che ai genitori di Domenica venne risparmiata la vita, in cambio dell'esilio nella regione dell’Eufrate. Domenica, invece, fu sottoposta a numerose pressioni e angherie per indurla a rinnegare la sua fede cristiana. Non solo i vari tentativi risultarono vani, ma i prodigi operati dalla Santa portarono a conversione alcuni presenti. Condotta in Campania, fu processata e condannata al supplizio "ad leones", ma i leoni rimasero impassibili e divennero addirittura docili davanti alla santa, la pena fu così mutata nella decapitazione, che avvenne secondo lo storico Baronio il 6 luglio 303. Il culto della santa tropeana si diffuse nel sud Italia e in Oriente, perché i vescovi di Tropea, di rito greca, dipesero come giurisdizione ecclesiastica dal patriarcato di Costantinopoli. E' commemorata nel Martirologio Romano il 6 luglio. Probabilmente si tratta della martire greca Ciriaca (v. Ciriaca, Doroteo ed Eusebia) morta a Nicomedia durante la persecuzione di Diocleziano, latinizzata in Domenica. Secondo la passio greca era figlia di Doroteo ed Eusebia. scoppiata la persecuzione fu arrestata e condotta a Nicomedia dove fu sottoposta a tormenti da parte di Massimiano. Giudicata quindi dal preside Ilariano, fu condannata alla decapitazione, ma, condotta fuori città, prima di ricevere il colpo di spada, esalò lo spirito. Secondo le fonti latine, in cui appare per la prima volta nel sec. XVI. invece, nacque in Campania; nella persecuzione di Diocleziano fu inviata a Massimiano che la fece decapitare; il suo corpo fu portato dagli angeli a Tropea, in Calabria. Probabilmente in questa città, c'erano delle reliquie della santa e perciò fu creduta una martire locale.
Oltre che a Tropea, Domenica ha avuto culto in diverse località. Presso Fiumefreddo (Cosenza) esisteva un'antichissima chiesa a lei dedicata, passata ai Florensi nel 1202; nella diocesi di Reggio esisteva un antico monastero greco, detto S. Domenica di Gallico; durante la dominazione bizantina esisteva un villaggio che portava il suo nome presso Tropea e la città vescovile di Gerace aveva assunto il nome di S. Ciriaca, che è il corrispondente vocabolo greco.
La S. Congregazione dei Riti concesse a Tropea l'Ufficio e la Messa propria in onore della martire il 14 maggio 1672 (Archivio Vaticano, Misc. Arm., 5, vol. V, f. 317). Il suo culto è molto popolare a Tropea e nella diocesi: la festa annuale viene celebrata con molta solennità e con manifestazioni popolari caratteristiche. (da: Santa Domenica di Scorrano)