giovedì 30 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




"Gloriosi Martiri di Cristo, non abbiate paura!"



30 giugno
SANTI PRIMI MARTIRI DELLA CHIESA ROMANA

La Chiesa celebra oggi molti cristiani che, come attesta Papa Clemente, furono trucidati nei giardini vaticani da Nerone dopo l’incendio di Roma (luglio 64). Anche lo storico romano Tacito nei suoi Annali dice: «alcuni ricoperti di pelle di belve furono lasciati sbranare dai cani, altri furono crocifissi, ad altri fu appiccato il fuoco al termine del giorno in modo che servissero di illuminazione notturna».

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 30 giugno: Santi protomartiri della Santa Chiesa di Roma, che accusati dell’incendio della Città furono per ordine dell’imperatore Nerone crudelmente uccisi con supplizi diversi: alcuni, infatti, furono esposti ai cani coperti da pelli di animali e ne vennero dilaniati; altri furono crocifissi e altri ancora dati al rogo, perché, venuta meno la luce del giorno, servissero da lampade notturne. Tutti questi erano discepoli degli Apostoli e primizie dei martiri che la Chiesa di Roma presentò al Signore.




 


INNO AI MARTIRI
Re immortale e glorioso,
che accogli nella luce
i tuoi servi fedeli,

esaudisci il tuo popolo,
che canta le tue lodi
nel ricordo dei martiri.

La forza del tuo Spirito
ci guidi alla vittoria
sul male e sulla morte.

Sia onore al Padre e al figlio
e allo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.

(Dal Comune dei Martiri, Breviario Romano)

mercoledì 29 giugno 2011

Santi Apostoli e Corifei Pietro e Paolo

(dal saluto a S.S. Benedetto XVI per la Festa degli Apostoli Pietro e Paolo 2011)



Parrocchia di Uboldo (VA)

“Santi Apostoli e Corifei Pietro e Paolo
primi apostoli e maestri dell’universo:
«Pietro, la pietra della fede
e Paolo, l’elogio dell’universo»;
celebrati da tutti i cristiani della terra
come «le delizie di tutto l’universo»,
e «gloria e la fierezza di Roma».

Pietro «inchiodato sulla croce,
ha stabilito il cammino verso il cielo
verso il Regno del quale
ha fra le sue mani le chiavi che gli ha affidato Cristo»;
Paolo «ritenuto degno di essere beato nel Salvatore
perché ucciso dalla spada».

Per questo Roma «gioisce e festeggia»
raccogliere il sangue dei due Corifei
e con essa gioisce tutto l’universo
nel ricevere il loro insegnamento.

Come confessava San Pietro, «pieno di Spirito Santo»,
«non vi è infatti altro nome dato agli uomini
sotto il cielo nel quale è stabilito
che possiamo essere salvati»:
preghiamo il Signore
affinché possa proseguire la santa missione
della Chiesa per la gloria del Suo santo nome.
AMEN

S.S. Bartolomeo I
Patriarca Ecumenico di Costantinopoli



Martirio di Paolo Apostolo

Martirio di Pietro Apostolo

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







29 giugno
SANTI PIETRO E PAOLO APP.
SOLENNITÀ

Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell’edificio ecclesiale, clavigero del Regno dei cieli (Mt 16, 13-19), pastore del gregge santo (Gv 21, 15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22, 32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell’unità e della comunione nella fede e nella carità.

Paolo, aggregato al collegio apostolico da Cristo stesso sulla via di Damasco (At 9, 1-16), strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli (At 9,15), è il più grande missionario di tutti i tempi, l’avvocato dei pagani, l’apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro fa risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo.

Entrambi gli apostoli «sigillarono con il martirio a Roma, verso l’anno 67, la loro testimonianza al Maestro. La «Depositio martyrum» (354) ne riferisce la solennità il 29 giugno.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 29 giugno: Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.





Onore a voi gloriosissimi Santi PIETRO E PAOLO,
apostoli di Cristo, annunciatori fedeli e generosi del vangelo di Gesù,
testimoni della sua risurrezione fino a dare per lui la vita e il sangue.
La Chiesa radicata nella testimonianza del vostro annuncio
vi onora e vi venera nella gioia e nell'amore.
Presentate a Dio per... noi le vostre preghiere,
affinché siano perdonati i nostri peccati,
custodiamo il prezioso tesoro della fede,
come voi possiamo annunciare che GESU' E' IL SIGNORE e
possiamo conseguire l'eterna beatitudine della Gerusalemme celeste.
Amen.

(preghiera scritta da Don Paolo Mazzoleni, in occasione del suo onomastico, 29.6.10)

martedì 28 giugno 2011

SALUTO A MILANO

Angelo Card. Scola, Arcivescovo eletto di Milano







Al carissimo confratello nell’episcopato Card. Dionigi,
a tutti i fedeli della Chiesa ambrosiana,
a tutti gli abitanti dell’Arcidiocesi di Milano,
mi preme accompagnare la decisione del Santo Padre di nominarmi Arcivescovo di Milano con un primo affettuoso saluto.

Voi comprenderete quanto la notizia, che mi è stata comunicata qualche giorno fa, trovi il mio cuore ancora oggi in un certo travaglio. Lasciare Venezia dopo quasi dieci anni domanda sacrificio. D’altro canto la Chiesa di Milano è la mia Chiesa madre. In essa sono nato e sono stato simultaneamente svezzato alla vita e alla fede.

L’obbedienza è l’appiglio sicuro per la serena certezza di questo passo a cui sono chiamato. Attraverso il Papa Benedetto XVI l’obbedienza mia e Vostra è a Cristo Gesù. Per Lui e solo per Lui io sono mandato a Voi. E comunicare la bellezza, la verità e la bontà di Gesù Risorto è l’unico scopo dell’esistenza della Chiesa e del ministero dei suoi pastori. Infatti, la ragion d’essere della Chiesa, popolo di Dio in cammino, è lasciar risplendere sul suo volto Gesù Cristo, Luce delle genti. Quel Volto crocifisso che, secondo la profonda espressione di San Carlo, «faceva trasparire l’immensa luminosità della divina bontà, l’abbagliante splendore della giustizia, l’indicibile bellezza della misericordia, l’amore ardentissimo per gli uomini tutti» (Omelia del 16 marzo 1584). Gesù Risorto accompagna veramente il cristiano nella vita di ogni giorno e il Crocifisso è oggettivamente speranza affidabile per ogni uomo e ogni donna.

In questo momento chiedo a Voi tutti, ai Vescovi ausiliari, ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati e alle consacrate, ai fedeli laici l’accoglienza della fede e la carità della preghiera. Lo chiedo in particolare alle famiglie, anche in vista del VII Incontro mondiale.

Vi assicuro che il mio cuore ha già fatto spazio a tutti e a ciascuno.

Sono preso a servizio di una Chiesa che lo Spirito ha arricchito di preziosi e variegati tesori di vita cristiana dall’origine fino ai nostri giorni. Lo abbiamo visto, pieni di gratitudine, anche nelle beatificazioni di domenica scorsa. Mi impegno a svolgere questo servizio favorendo la pluriformità nell’unità. Sono consapevole dell’importanza della Chiesa ambrosiana per gli sviluppi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso.

Questo mio saluto si rivolge anche a tutti gli uomini e le donne che vivono le molte realtà civili della Diocesi di Milano, ed in modo particolare alle Autorità costituite di ogni ordine e grado: «L’uomo è la via della Chiesa, e Cristo è la via dell’uomo» (Benedetto XVI, Omelia nella beatificazione di Giovanni Paolo II, 1.05.2011).

Vengo a Voi con animo aperto e sentimenti di simpatia e oso sperare da parte Vostra atteggiamenti analoghi verso di me.

Chiedo al Signore di potermi inserire, con umile e realistica fiducia, nella lunga catena degli Arcivescovi che si sono spesi per la nostra Chiesa. Come non citarne qui almeno taluni che ci hanno preceduto all’altra riva? Ambrogio, Carlo, Federigo, il card. Ferrari, Pio XI, il card. Tosi, il card. Schüster, Paolo VI e il card. Colombo.
Ho bisogno di Voi, di tutti Voi, del Vostro aiuto, ma soprattutto, in questo momento, del Vostro affetto.
Chiedo in particolare la preghiera dei bambini, degli anziani, degli ammalati, dei più poveri ed emarginati. Lo scambio d’amore con loro, ne sono certo, è ancor oggi prezioso alimento per l’operosità dei mondi che hanno fatto e fanno grande Milano: dalla scuola all’università, dal lavoro all’economia, alla politica, al mondo della comunicazione e dell’editoria, alla cultura, all’arte, alla magnanima condivisione sociale…

Un augurio particolare voglio rivolgere alle migliaia e migliaia di persone che sono impegnate negli oratori feriali, nei campi-scuola, nelle vacanze guidate, e in special modo ai giovani che si preparano alla Giornata mondiale della Gioventù di Madrid.

Domando una preghiera speciale alle comunità monastiche.

Nel porgere a Voi tutti questo primo saluto, voglio dire il mio intenso affetto collegiale ai Cardinali Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi.

Non voglio concludere queste righe senza esprimere fin da ora la mia gratitudine a tutti i sacerdoti, primi collaboratori del Vescovo, di cui ben conosco l’ambrosiana, diuturna dedizione ecclesiale e la capillare disponibilità verso gli uomini e le donne del vasto territorio diocesano.

Mi affido all’intercessione della Madonnina che, dall’alto del Duomo, protegge il popolo ambrosiano.

In attesa di incontrarVi, nel Signore Vi benedico

+ Angelo Card. Scola
Arcivescovo eletto di Milano
Venezia, 28 giugno 2011

ANNUNCIO ALLA DIOCESI DEL NUOVO ARCIVESCOVO

“Benedetto colui che viene nel nome del Signore”




Carissimi fedeli dell’Arcidiocesi ambrosiana,
in data odierna il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la mia rinuncia all’ufficio di Arcivescovo di Milano, presentata più di due anni fa al compiersi del mio settantacinquesimo anno di età, e ha nominato nuovo Arcivescovo di Milano Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola, finora Patriarca di Venezia.

Desidero anzitutto esprimere il mio filiale ringraziamento al Santo Padre per i due anni di proroga nell’impegnativo incarico di Arcivescovo di Milano: un tempo che mi ha permesso di portare a compimento la Visita pastorale decanale, di far maturare – con il contributo di tutti e in particolare dei confratelli sacerdoti – alcuni cammini di rinnovamento intrapresi dalla Chiesa ambrosiana e di avviare la preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012.

Ora con serenità di cuore e con spirito di fede, che so condivisi dall’intera comunità diocesana, sono lieto di trasmettere il testimone della guida pastorale di questa splendida Chiesa al carissimo confratello Cardinale Angelo Scola. Egli è conosciuto da molti di noi anche perché originario della nostra Arcidiocesi: è nato a Malgrate (Lecco) il 7 novembre 1941. Ordinato sacerdote nel 1970, ha conseguito il Dottorato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano e in Teologia a Friburgo in Svizzera. Ha insegnato Antropologia Teologica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia della Pontificia Università Lateranense.
Il 20 luglio 1991 viene nominato Vescovo di Grosseto, dove esercita il suo ministero fino al 14 settembre1995, quando il Santo Padre gli affida l’incarico di Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense a Roma e quello di Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia. Il 5 gennaio 2002 è nominato da Giovanni Paolo II Patriarca di Venezia. Negli anni successivi viene scelto come membro di diverse Congregazioni della Santa Sede. In particolare è Relatore Generale per la XI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2005 sul tema “L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”. Dal gennaio di quest’anno è membro del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Non posso dimenticare la notevole attività scientifica del Cardinale Angelo Scola, che lo ha portato a pubblicare diversi volumi e a offrire numerosi contributi per riviste specializzate e per opere collettive.

Come risulta anche solo da queste brevi note biografiche, il nuovo Arcivescovo è un uomo di grande cultura, di molteplice esperienza, di forte passione ecclesiale. Per questo – ne sono certo – egli saprà guidare con sapienza ed efficacia la nostra Arcidiocesi nel suo ordinario cammino pastorale e nelle impegnative scadenze di carattere internazionale dei prossimi anni: il VII Incontro Mondiale delle Famiglie con l’attesa visita del Santo Padre a Milano, il millesettecentesimo anniversario dell’ “Editto di Milano” e nel 2015 l’Expo.
La Chiesa ambrosiana, che si prepara nella preghiera ad accogliere il nuovo Arcivescovo, per grazia di Dio è ricca di tradizioni di fede, di operosità evangelica, di impegno caritativo, di santità popolare, come testimonia anche la triplice recentissima beatificazione. Una Chiesa che in questi anni si è impegnata ad annunciare Cristo Risorto con percorsi pastorali e spirituali di rinnovamento, nella fedeltà alla sua grande tradizione storica e nel desiderio di assumere un volto più missionario: a livello liturgico, nei cammini di “trasmissione della fede”, di educazione e cultura al servizio della società, di riorganizzazione territoriale, di pastorale familiare e giovanile, di apertura ad gentes, di difesa dei deboli, di accoglienza degli immigrati. Una Chiesa che non teme di affrontare le difficoltà e le sfide del nostro tempo, a cominciare dalla diffusa secolarizzazione e dal calo delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, perché confida con piena speranza nel suo Maestro e Signore. Una Chiesa che, forte di una tradizione non solo di fedeltà ma di vero amore per il suo pastore – e vi sono grato per l’esperienza che ne ho potuto fare in questi nove anni! –, vuole accogliere il nuovo Arcivescovo come inviato del Signore, come novello Ambrogio e Carlo.
I tempi di cambiamento chiedono a tutti una forte docilità, un senso di pieno abbandono nelle mani del Signore: lo avverto in prima persona, ma è così anche per il nuovo Arcivescovo che viene e per voi, carissimi fedeli e comunità che vi preparate ad accoglierlo. Viviamo questa stagione come una provvidenziale occasione di consegna di noi stessi a Dio Padre, di sequela libera e radicale al Cristo, di affidamento all’imprevedibile e smisurata forza rinnovatrice dello Spirito. Super omnia caritas: al di sopra di tutto sia la carità, che viene da Dio e diviene comunione fraterna e obbedienza amorosa, a guidarci in questo passaggio, insieme alla convinzione, piena di gioia pasquale, che davvero è “benedetto colui che viene nel nome del Signore”!

Per quanto mi riguarda, desidero rimanere in questa Diocesi, nella quale sono nato e cresciuto e che ho cercato di servire per molti anni, dapprima come sacerdote e ultimamente come Arcivescovo, andando a risiedere nella Villa Sacro Cuore di Triuggio. Assicuro che non verranno meno il mio affetto, il mio costante pensiero, la mia fedele preghiera per tutti, a cominciare dal nuovo Arcivescovo.

Affido il passaggio della responsabilità pastorale di questa nostra amata Chiesa all’intercessione di sant’Ambrogio, nostro padre nella fede, di san Carlo Borromeo nel quarto centenario della canonizzazione, di santa Gianna Beretta Molla e dei molti Beati, che in questi anni ho avuto la gioia di vedere riconosciuti come nostri modelli e intercessori e, soprattutto, all’intercessione materna della cara Madonnina che dall’alto del Duomo tutti protegge e benedice.


+ Dionigi card. Tettamanzi

Milano, 28 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






28 giugno
SANT’IRENEO, vescovo e martire
MEMORIA

Ireneo (c. 130 – c. 202), originario dell’Asia Minore, a Smirne fu uditore di san Policarpo. Approdato in Gallia, divenne sacerdote e vescovo della Chiesa di Lione. Molteplice fu la sua attività di maestro e testimone della tradizione apostolica. Diffuse il messaggio evangelico per largo raggio, si fece promotore di riconciliazione nella controversia sulla Pasqua, tutelò l’integrità della dottrina cristiana minacciata dallo gnosticismo, approfondì in opere di grande valore la comprensione delle Scritture e dei misteri della fede: la Trinità, il Cristo centro della storia, l’Eucaristia che assume e trasforma l’umile materia della creazione. La sua deposizione a Lione (Francia) il 28 giugno è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 28 giugno: Memoria di sant’Ireneo, vescovo, che, come attesta san Girolamo, fu, da piccolo, discepolo di san Policarpo di Smirne e custodì fedelmente la memoria dell’età apostolica; fattosi sacerdote del clero di Lione, succedette al vescovo san Potino e si tramanda che come lui sia stato coronato da glorioso martirio. Molto disputò al riguardo della tradizione apostolica e pubblicò una celebre opera contro le eresie a difesa della fede cattolica.

lunedì 27 giugno 2011

Tematiche Collezione - Giugno 2011










Tematiche Collezione 2018

 

ICONOGRAFIA SANTITA’ CRISTIANA:

a) Santi, Beati, Venerabili, servi di Dio venerati dalla Chiesa Cattolica e dalle Chiese Sorelle

 

ICONOGRAFIA MARIANA:

a) titoli mariani delle regioni italiane

b) immagini mariane locali e italiane con i seguenti titoli:

1.    Addolorata – Pietà

2.    Carmine

3.    Catena

4.    Fatima

5.    Grazie

6.    Immacolata

7.    Loreto

8.    Lourdes

9.    Portosalvo

10. Rosario

 

c) Litanie Lauretane

 

ICONOGRAFIA CRISTOLOGICA

i) il SS. Crocifisso (venerato localmente)

ii) santini con le reliquie della Passione

iii) vita di Gesù (SOLO ANTICHE)
 

DECRETI della Congregazione per le Cause dei Santi, 27 giugno 2011







BEATI

— un miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Mariano Arciero, Sacerdote Diocesano; nato a Contursi Terme (Salerno) il 26 febbraio 1707 e morto a Napoli (Italia) il 16 febbraio 1788;

— un miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Giuseppe Lataste (al secolo: Alcide Vitale), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore delle Suore del Terz’Ordine di San Domenico a Betania; nato a Cadillac (Francia) il 5 settembre 1832 e morto a Frasne-le-Château (Francia) il 10 marzo 1869;

— un miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Agnese Teresa del Ss.mo Sacramento (al secolo: Emanuela di Gesù Arias Espinosa), Fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie Clarisse del Ss.mo Sacramento e dei Missionari di Cristo per la Chiesa Universale; nata a Ixtlán del Rio (Messico) il 7 luglio 1904 e morta a Roma il 22 luglio 1981;

— un miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Ildegarda Burjan, Laica, Madre di famiglia e Fondatrice della Società delle Suore della Caritas Socialis; nata a Görlitz (Repubblica Federale di Germania) il 30 gennaio 1883 e morta a Vienna (Austria) l’11 giugno 1933;

— il martirio del Servo di Dio Salvio Huix Miralpeix, Vescovo di Lleida; nato a Santa Margarita de Vellors (Spagna) il 22 dicembre 1877 e ucciso in odio alla Fede a Lleida (Spagna) il 5 agosto 1936;

— il martirio del Servo di Dio Carlo Lampert, Sacerdote Diocesano e Pro-Vicario dell’Amministrazione Apostolica di Innsbruck Feldkirch; nato a Göfis (Austria) il 9 gennaio 1894 e ucciso in odio alla Fede nel campo di concentramento di Halle sul Saale (Repubblica Federale di Germania) il 13 novembre 1944;

— il martirio delle Serve di Dio Giuseppa Martínez Pérez, della Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, e 12 Compagne, uccise in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini della Diocesi di Valencia (Spagna) tra il 19 agosto ed il 9 dicembre del 1936;

— le virtù eroiche del Beato Giovanni Marinoni (al secolo: Francesco), Sacerdote professo dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini; nato a Venezia (Italia) il 25 dicembre 1490 e morto a Napoli (Italia) il 13 dicembre 1562;


VENERABILI

— le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Maria García Lahiguera, Arcivescovo di Valencia e Fondatore della Congregazione delle Suore Oblate di Cristo Sacerdote; nato a Fitero (Spagna) il 9 marzo 1903 e morto a Madrid (Spagna) il 14 luglio 1989;

— le virtù eroiche del Servo di Dio Matteo Kadalikkattil, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù per le Donne; nato a Edapady (India) il 25 aprile 1872 e morto a Palai (India) il 23 maggio 1935;

— le virtù eroiche del Servo di Dio Raffaele Dimiccoli, Sacerdote Diocesano; nato a Barletta (Italia) il 12 ottobre 1887 ed ivi morto il 5 aprile 1956;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Sofia Czeska-Maciejowska, Fondatrice della Congregazione delle Vergini della Presentazione della Beata Vergine Maria; nata a Budziszowice (Polonia) in data non precisa nel 1584 e morta a Cracovia (Polonia) il 1º aprile 1650;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Giuseppina Benvenuti (al secolo: Zeinab Alif), Monaca professa dell’Ordine di Santa Chiara; nata nel Sudan tra gli anni 1845 e 1846 e morta a Serra de’ Conti (Italia) il 24 aprile 1926;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Laura Meozzi, Suora professa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice; nata a Firenze (Italia) il 5 gennaio 1873 e morta a Pogrzebień (Polonia) il 30 agosto 1951;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Luigia (Gina) Tincani, Fondatrice dell’Unione di Santa Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola

Decreti del 27 giugno 2011




CITTA' DEL VATICANO 27.6.2011 
CONGREGAZIONE DEI SANTI 
Nuovi decreti

— un miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Mariano Arciero, Sacerdote Diocesano; nato a Contursi Terme (Salerno) il 26 febbraio 1707 e morto a Napoli (Italia) il 16 febbraio 1788;

— un miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Giuseppe Lataste (al secolo: Alcide Vitale), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore delle Suore del Terz’Ordine di San Domenico a Betania; nato a Cadillac (Francia) il 5 settembre 1832 e morto a Frasne-le-Château (Francia) il 10 marzo 1869;

— un miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Agnese Teresa del Ss.mo Sacramento (al secolo: Emanuela di Gesù Arias Espinosa), Fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie Clarisse del Ss.mo Sacramento e dei Missionari di Cristo per la Chiesa Universale; nata a Ixtlán del Rio (Messico) il 7 luglio 1904 e morta a Roma il 22 luglio 1981;

— un miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Ildegarda Burjan, Laica, Madre di famiglia e Fondatrice della Società delle Suore della Caritas Socialis; nata a Görlitz (Repubblica Federale di Germania) il 30 gennaio 1883 e morta a Vienna (Austria) l’11 giugno 1933;

— il martirio del Servo di Dio Salvio Huix Miralpeix, Vescovo di Lleida; nato a Santa Margarita de Vellors (Spagna) il 22 dicembre 1877 e ucciso in odio alla Fede a Lleida (Spagna) il 5 agosto 1936;

— il martirio del Servo di Dio Carlo Lampert, Sacerdote Diocesano e Pro-Vicario dell’Amministrazione Apostolica di Innsbruck Feldkirch; nato a Göfis (Austria) il 9 gennaio 1894 e ucciso in odio alla Fede nel campo di concentramento di Halle sul Saale (Repubblica Federale di Germania) il 13 novembre 1944;

— il martirio delle Serve di Dio Giuseppa Martínez Pérez, della Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, e 12 Compagne, uccise in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini della Diocesi di Valencia (Spagna) tra il 19 agosto ed il 9 dicembre del 1936;

— le virtù eroiche del Beato Giovanni Marinoni (al secolo: Francesco), Sacerdote professo dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini; nato a Venezia (Italia) il 25 dicembre 1490 e morto a Napoli (Italia) il 13 dicembre 1562;

— le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Maria García Lahiguera, Arcivescovo di Valencia e Fondatore della Congregazione delle Suore Oblate di Cristo Sacerdote; nato a Fitero (Spagna) il 9 marzo 1903 e morto a Madrid (Spagna) il 14 luglio 1989;

— le virtù eroiche del Servo di Dio Matteo Kadalikkattil, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù per le Donne; nato a Edapady (India) il 25 aprile 1872 e morto a Palai (India) il 23 maggio 1935;

— le virtù eroiche del Servo di Dio Raffaele Dimiccoli, Sacerdote Diocesano; nato a Barletta (Italia) il 12 ottobre 1887 ed ivi morto il 5 aprile 1956;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Sofia Czeska-Maciejowska, Fondatrice della Congregazione delle Vergini della Presentazione della Beata Vergine Maria; nata a Budziszowice (Polonia) in data non precisa nel 1584 e morta a Cracovia (Polonia) il 1º aprile 1650;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Giuseppina Benvenuti (al secolo: Zeinab Alif), Monaca professa dell’Ordine di Santa Chiara; nata nel Sudan tra gli anni 1845 e 1846 e morta a Serra de’ Conti (Italia) il 24 aprile 1926;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Laura Meozzi, Suora professa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice; nata a Firenze (Italia) il 5 gennaio 1873 e morta a Pogrzebień (Polonia) il 30 agosto 1951;

— le virtù eroiche della Serva di Dio Luigia (Gina) Tincani, Fondatrice dell’Unione di Santa Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola


I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




S. Arialdo di Cucciago
Parrocchia di Cucciago (CO)



27 giugno
SANT’ARIALDO, diacono e martire
MEMORIA

Nacque probabilmente a Cucciago, poco dopo l’anno 1000 (forse il 1010) da una famiglia di valvassori, originaria del vicino villaggio di Alzate Brianza o forse di Carimate. Fu ordinato diacono dall’arcivescovo di Milano Guido di Velate nel 1050, facendosi ben presto apprezzare per la sua capacità oratoria e la preparazione. Dopo la metà del XI secolo fondò insieme ad alcuni compagni tra cui Anselmo di Baggio e Landolfo Cotta un movimento contro la simonìa e per la riforma dei costumi del clero, detto dai suoi avversari pataria, termine tratto dal dialettale patée per identificare gli straccioni. Divenuto Pontefice Anselmo di Baggio con il nome di Alessandro II, si fece più aspro il conflitto con l’arcivescovo Guido che ribellandosi alla scomunica papale ricevuta, fece scacciare Arialdo e i suoi seguaci dalla città. Arialdo si mise in viaggio segretamente per Roma, accompagnato da Erlembaldo: fermato e tradito dai seguaci di Guido, venne condotto nel castello di Angera, dominato da Oliva, nipote dell'arcivescovo. L'empia donna fece condurre Arialdo in uno degli isolotti del Lago Maggiore, e il 27 giugno 1066, dietro suo ordine, Arialdo venne assassinato da due preti scellerati che fecero scempio del suo cadavere. Erlembaldo in seguito riportò a Milano il corpo del suo amico e, la festa di Pentecoste del 1067, lo fece seppellire nella chiesa milanese di S. Célso. Le reliquie di s. Arialdo, trasferite nel 1099 dall'arcivescovo Anselmo da Bovisio nella chiesa di S. Dionigi, accanto a quelle di Erlembaldo, e poi, nel 1528, nel Duomo, furono ritrovate e solennemente ricomposte nel 1940 dal beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 27 giugno: A Milano, sant’Arialdo, diacono e martire, che combatté con forza gli insani costumi del clero simoniaco e depravato e per la premura verso la casa di Dio fu ucciso da due chierici tra atroci sofferenze.



Santi Arialdo ed Erlembaldo martiri
Sacra Urna delle Reliquie
Duomo di Milano

domenica 26 giugno 2011

Vivi per non Morire








Meditate sulla fragilità umana, miei fratelli; e per ottenere la vita correte mentre siete vivi; correte da vivi per non morire in eterno. Non v'intimorisca l'austera disciplina di Cristo, poiché è lui che proclama: Il mio giogo è soave e il mio peso leggero. Proprio nel capitolo che poco fa stavamo spiegando egli afferma: Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore. Infatti il mio giogo è soave e il mio peso leggero. Ora tu obietti contro di lui e dici: " Non voglio per ora passare tra i fedeli. Non lo posso ". Che significa questo tuo " Non lo posso " se non che il giogo di Cristo ti è duro e il suo fardello pesante? È dunque la tua carne a suggerirti la verità, mentre Cristo dice menzogne? Lui dice: È soave, la tua insipienza dice: " È duro "; lui dice: È leggero, la tua vanità replica: " È pesante ". Su dunque! Presta fede a Cristo e credi che il suo giogo è soave e il suo peso leggero. Non temere! Sottoponi coraggiosamente il tuo collo a quel giogo: il quale tanto più ti sarà soave quanto più il tuo collo sarà sostenuto dalla fede. Questo volevamo dirvi, fratelli, per ammonire la vostra carità; e questo vi abbiamo detto per due motivi: primo, perché nessuno di voi venga a chiederci cose come questa, rattristandosi poi se non gli riesce di ottenerle; secondo, perché voi, catecumeni, mentre siete ancora in vita provvediate con cura a non andare in perdizione nell'ora della morte. Lì infatti non potranno venirvi in aiuto né i vostri cari né la santa madre Chiesa.

S. Agostino d'Ippona






 
E poi ascolta.... (QUI) XXV Anniversario GMG - Nek canta "Per non morire mai"

L'Inno alla Carità di San Paolo.... Se Non Ami...






1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
2E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
3E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
4La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, 5non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. 7Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
8La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 9Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 10Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
12Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. 13Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!








Ascoltalo nella versione di Nek (QUI) al XXV Anniversario GMG.. una bellissima testimonianza!

Domenica 26 Giugno 2011

SOLENNITA' DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO










Oggi festeggiamo il Sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi.

Una preghiera, forse di S. Agostino, ho letto in questi giorni e volevo condividerla con voi:

“O Sacramento di misericordia! O segno di unita! O vincolo di amore! Chi desidera vivere, qui trova dove vivere, e trova di che vivere; si accosti e creda: divenga parte di questo corpo e sarà vivificato. Non disdegni la comunione con gli altri fedeli, non sia un male di cui vergognarsi, sia profondamente unito a tutto il corpo, che è la Chiesa. Viva di Dio, viva con Dio, viva per Dio. Lavori ora sulla terra, per regnare poi in cielo. Amen”.

Volevo, usando la Parola di Dio di questa solennità, commentare questa preghiera.





O Sacramento di misericordia!
“Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto”.

Dio si prende cura del suo popolo. In Cristo, Dio si fa compagno del cammino dell’uomo, facendosi compagno dell’uomo. L’Eucarestia è segno della misericordia di Dio, in Cristo. Essa ci ricorda il suo amore per noi: lavanda dei piedi- passione-croce, è anche il suo corpo glorioso presente in mezzo fino alle fine dei tempi. “Io sono voi tutti i giorni fino al fine del mondo”. La sua Misericordia ci accompagna sempre.

“Ognuno comprende che la divina Eucaristia conferisce al popolo cristiano incomparabile dignità. Giacché non solo durante l’offerta del Sacrificio e l'attuazione del Sacramento, ma anche dopo, mentre l’ Eucaristia è conservata nelle chiese e negli oratori, Cristo è veramente l'Emmanuel, cioè il « Dio con noi ». Poiché giorno e notte è in mezzo a noi, abita con noi pieno di grazia e verità: restaura i costumi, alimenta le virtù, consola gli afflitti, fortifica i deboli, e sollecita alla sua imitazione tutti quelli che si accostano a lui, affinché col suo esempio imparino ad essere miti e umili di cuore, e a cercare non le cose proprie, ma quelle di Dio”. (Servo di Dio papa Paolo VI)

O segno di unita!
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Nell’Eucarestia, Dio abita in noi, in modo reale e vero. La sua Presenza, il suo rimanere è fonte e vincolo di unità, interiore e esteriore.

“Sebbene noi siamo molti nel numero, noi siamo un sol pane, un sol corpo per lo stesso pane di cui tutti siamo partecipi; e l’effetto della partecipazione del corpo e del sangue di Cristo non è altro che la nostra trasformazione in Lui”. (San Leone Magno)

“Ricevere la Santa Comunione ogni giorno. La mia dissipazione è grande, e con Gesù io imparo a raccogliermi. Le occasioni di offendere Dio sono frequenti, e io prendo ogni giorno forza da Lui per fuggirle. Ho bisogno di lumi e di prudenza per sbrigare affari molto difficili, e ogni giorno posso consultare Gesù nella Santa Comunione: Egli è il mio grande Maestro” (San Tommaso Moro)

O vincolo di amore!
E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Con L’Eucarestia noi ci nutriamo dell’Amore di Cristo, per cui siamo intrisi di questa presenza amorosa

“O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umilii da nascondersi, per la nostra salvezza in poca apparenza di pane! Guardate, frati, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a Lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché Egli vi esalti. Nulla, dunque, di voi tenete per voi; affinché vi accolga tutti Colui che a voi si dà tutto”. (San Francesco d’Assis)






Chi desidera vivere, qui trova dove vivere, e trova di che vivere; si accosti e creda: divenga parte di questo corpo e sarà vivificato.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

“In questo Sacramento il Signore si fa cibo per l'uomo affamato di verità e di libertà. Poiché solo la verità può renderci liberi davvero, Cristo si fa per noi cibo di Verità”. (papa Benedetto XVI)

Non disdegni la comunione con gli altri fedeli,
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

L’Eucarestia è segno di comunione e di fraternità con ogni uomo e donna redenta dall’amore misericordioso di Cristo. Non si può fare la S. Comunione e non vivere le sfumature dell’Amore (perdono, mansuetudine, pazienza, compassione), e le opere di Misericordia corporale e spirituale.

“L'Eucaristia è istituita perché diventiamo fratelli; viene celebrata perché da estranei e indifferenti gli uni gli altri, diventiamo uniti, uguali ed amici; è data perché, da massa apatica e fra sé divisa, se non avversaria, diventiamo un popolo che ha un cuore solo e un'anima sola” (beato Giovanni Paolo II)

non sia un male di cui vergognarsi,
sia profondamente unito a tutto il corpo, che è la Chiesa.
il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo?

“Nella stretta del dolore e dell'afflizione, nella tristezza dell'animo tribolato, il prostrarci con fede e con amore dinanzi all'Ostia Santa vuol dir essere ristorati e fortificati nel cammino, spesso difficile, della vita. Vorrei che non ci fosse chiesa alcuna in cui, nel pomeriggio verso sera, non accorresse un buon numero di persone a visitare Gesù Sacramentato”. (beato Andrea Carlo Ferrari)

Viva di Dio, viva con Dio, viva per Dio. Lavori ora sulla terra, per regnare poi in cielo.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.

“Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal punto che senza di esso non si può vivere,...così il cibo spirituale è necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale non si può mantenere”. (San Tommaso d'Aquino)




Cristo Maestro
leunetta del portale
Chiesa di San Babila a Milano



Concludo con un preghiera del Cardinale Comastri:

“Signore Gesù, quando mi inginocchio davanti all'Eucarestia sento il profumo di Betlemme, respiro il mistero dell'umiltà di Dio e provo vergogna per l'orgoglio che è dentro di me e che continuamente esplode nelle rivalità tra le persone e nelle vergognose guerre che insanguinano i  popoli.
Gesù, donami una briciola della Tua umiltà! Signore Gesù, quando mi  inginocchio davanti all'Eucarestia capisco che Tu ci ami perché sei  buono e non perché noi  meritiamo il Tuo amore.
Nel cenacolo tutto parlava di tradimento e Tu, con un  gesto di puro amore, donasti l'Eucarestia all'umanità: a questa umanità che continuamente Ti tradisce!
Gesù, donami una briciola del Tuo amore! 

Signore Gesù, accanto all'Eucarestia si sente il mormorio dell'acqua che Tu versasti sui piedi degli apostoli e, attraverso di loro, versasti sui piedi di ciascuno di noi.
Signore, arrossisco a  motivo dell'egoismo che ancora abita in me e soffro per lo spettacolo  del mondo d'oggi, che moltiplica divertimenti frivoli invece di moltiplicare le opere di misericordia.

Signore, donami una goccia d'acqua dell'ultima Cena!” E donaci di essere santi: discepoli innamorati dell'Eucarestia!

AMEN!